Libri e raccontiL'accompagnatrice(21 febbraio 2005)"Henry, da questa parte, mi hanno detto che possiamo ancora entrare" la sua voce mi arriva anche se sono attratto dai rumori del bosco, dall'aria e dai nostri passi, mi sta dicendo che uomini e animali condividono la facolta' di adattarsi, tesi che peraltro condivido in pieno salvo l'incertezza sulla categoria di riferimento. la sua mano mi guida, saliamo e scendiamo gradini, camminiamo su ghiaia ed erba, ci fermiamo e una grande porta viene aperta. all'interno Sara parla in francese con i monaci e capisco che si mettono d'accordo: dormiremo in due stanze vicine, istruzioni su abitudini, regole ed orari, chiavi ! saliamo una grande scala di legno che scricchiola leggermente, l'ambiente e' vasto e silenzioso e odora di acqua e sapone, ed io mi appoggio al suo braccio . non e' la prima volta che cio' accade ma questo contatto casuale con il vestito di Sara mi reca improvviso il pensiero di una pelle e un calore a me estranei fino ad oggi e forse ben oltre. la mia accompagnatrice aveva mostrato grande dolcezza e uguale determinazione, e una originale capacita' di controllo che anziche' comprimere le emozioni pareva modularne direzione e intensita'. l'avevo assunta per l'impellente nuova necessita' di essere assistito man mano che perdevo la vista e le sue lunghe e bellissime gambe sfumavano nel buio ma avevo ben presto scoperto che preferivo si occupasse dei miei pensieri anziche' di scale, gradini e ostacoli. ora siamo qui, in una Chartreuse nascosta tra i pini delle alpi francesi a seimila miglia dalla nostra citta': lo scopo del viaggio, all'inizio un puro trascorrere del tempo in attesa della visita medica si era trasformato nel viaggio stesso tanto da mutare l'obiettivo in una semplice scadenza, attesa ma temuta perche' avrebbe significato la fine della compagnia, e della sorpresa di spostamenti dettati dal caso e dal capriccio. ( 1 - continua )
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